Il bullismo è una forma di violenza caratterizzata da sistematiche e continue azioni di sopruso e prevaricazione compiute da un bambino oppure da un adolescente, il cosiddetto bullo, nei confronti di un altro bambino o adolescente, cioè la vittima di bullismo, percepito come "debole" o "diverso" per caratteristiche che possono essere comportamentali, fisiche, intellettive, orientamenti religiosi o sessuali.
Inoltre, tali azioni di bullismo possono essere messe in atto sia da una singola persona oppure da un gruppo, molto spesso definito branco. Nei vari episodi di bullismo, è possibile distinguere due diverse tipologie: il bullismo diretto e il bullismo indiretto. Nel caso di bullismo diretto, ci troviamo di fronte ad esplicite azioni violente nei confronti della vittima, azioni violente che possono essere sia di tipo fisico, come lo spingere, il picchiare, il far cadere e sia di tipo verbale, come le offese e le prese in giro insistenti e ripetute. Nel caso del bullismo indiretto, invece, ci troviamo di fronte ad azioni e comportamenti che hanno come obiettivo quello di danneggiare la vittima nelle sue relazioni con gli altri: esempi di bullismo indiretto possono essere la diffusione di calunnie o notizie false nei confronti di una persona, il suo sistematico isolamento oppure la sua esclusione da un gruppo. Quando le azioni di bullismo si verificano attraverso il telefono cellulare oppure attraverso internet (come ad esempio sui social network), si parla di cyberbullismo.Anche se negli ultimi decenni è molto alta l’attenzione verso il fenomeno del bullismo, non è così semplice quantificarlo con precisione: tanti, infatti, sono i casi che non vengono alla luce oppure nei quali le vittime non riescono a sottrarsi alle prepotenze dei bulli. Comunque, secondo numerose ricerche nazionali ed internazionali l'incidenza media del fenomeno è di circa il 15-20% nel mondo giovanile. Rispetto ad elementi quali il sesso o l’età, inoltre, è emerso come episodi di bullismo possano riguardare sia i maschi che le femmine, anche se con alcune differenze: i ragazzi, infatti, mettono in atto prevalentemente azioni di bullismo diretto, colpendo in maniera indifferente sia maschi che femmine; le ragazze, invece, molto spesso utilizzano forme di bullismo indiretto prendendo di mira principalmente altre coetanee dello stesso sesso, con una prevalenza di episodi di diffusione di informazioni calunniose o false sul loro conto.
Numerose, poi, sono le ricerche realizzate per comprendere le dinamiche psicologiche, sia individuali che di gruppo, alla base del manifestarsi del bullismo fra ragazzi. Il fenomeno, comunque, è piuttosto complesso e le cause che lo determinano possono essere molteplici: difatti, la personalità individuale, i modelli familiari, le dinamiche di gruppo che trascendono il singolo individuo oppure gli stereotipi imposti dai massa media, sono tutti fattori concomitanti che in misura maggiore o minore contribuiscono al determinarsi di questo fenomeno.
Per quanto riguarda le conseguenze psicologiche, per chi è vittima di episodi di bullismo esse possono essere molto significative. Infatti, le continue azioni di sopraffazione possono determinare in età adulta vissuti di disagio piuttosto importanti. Inoltre, nei casi in cui le sopraffazioni si protraggono nel tempo, le vittime spesso intravedono come unica possibilità per sottrarsi al bullismo quella di cambiare scuola, fino ad arrivare in casi estremi all’abbandono scolastico. Nel lungo periodo, dunque, le vittime di azioni di bullismo possono mostrare una svalutazione di sè e delle proprie capacità, un senso di sfiducia verso sè stessi e gli altri, problemi sul piano relazionale, fino a manifestare vissuti psicologici quali la depressione oppure l'ansia. Va comunque evidenziato con attenzione che la vittima di bullismo, lungi dall’essere più "debole", molto spesso, invece, sembra essere dotato di una personalità che prova a differenziarsi e distaccarsi da una sorta di linea mediana collettiva, cioè da quei valori comuni di un gruppo a cui tutte le altre persone sono costrette quasi obbligatoriamente ad aderire. Ad esempio, una persona con una tendenza caratteriale riservata, o una persona particolarmente matura oppure una persona particolarmente dotata da un punto di vista intellettivo, può trovare difficoltà di inserimento in quei contesti sociali dove regnano gli aspetti più espansivi oppure dove dominano gli elementi più puerili e superficiali della vita.
Attraverso un fiducioso percorso psicologico, allora, è possibile raggiungere una maggiore consapevolezza delle proprie specificità caratteriali e di integrarle con equilibrio ed armonia all’interno della personalità globale.
Dott. Luca Coladarci | Psicologo Psicoterapeuta Roma | cell. 328.0333877 | e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | P. IVA: 02407730601
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